Leggo per mestiere con l’obiettivo di far leggere

“Il verbo leggere non sopporta l’imperativo”, scrive Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo, “ma almeno l’esortativo sì!”, aggiunge Eros Miari, esperto di letteratura per ragazzi e attivo nell’educazione alla lettura da oltre venticinque anni. Non si può obbligare un giovane a leggere, ma come educatori si può e si deve incitare a farlo, perché i libri sono strumenti formativi eccezionali e la lettura è un canale fondamentale per la formazione dell’identità di ragazzi e ragazze fra gli 11 e i 15 anni.



Coltivare lettori. La necessita della lettura fra ragione ed emozione
Questo il tema della formazione tenuta da Eros Miari mercoledì 12 ottobre a una trentina di docenti e bibliotecari/e della Valposchiavo. Invitato dalla biblio.ludo.teca La sorgente, con il sostegno della Direzione scolastica di Poschiavo e leggere.GR, Miari ha proposto interessanti riflessioni partendo da una serie di domande solo apparentemente scontate. Cos’è un libro? Cos’è la lettura? Perché è importante leggere? Qual è il ruolo degli educatori? In che modo promuovere la lettura? Quali letture proporre? Le risposte non sono arrivate dall’alto di una cattedra, ma dai libri stessi. Eros Miari ha lasciato parlare i libri, leggendo al pubblico numerosi brani particolarmente esplicativi.



Avvicinare ai libri i bambini piccoli è facile e piacevole, ma quando si tratta di affrontare il tema della lettura con i ragazzi in fase adolescenziale, o quasi, è ben più complicato e meno gratificante. Spesso a educatori e genitori manca la preparazione necessaria o anche solo la giusta consapevolezza. Ma proporre la lettura si deve, perché è una componente del percorso formativo molto utile, un mezzo indispensabile per ogni formazione futura, una risorsa per la vita. Un libro non è solo una sequenza di eventi che compongono la trama. Un libro è anche emozioni, sentimenti, opinioni, evocazioni che l’autore trasmette al lettore. Il libro è un serbatoio di memorie, stimola la riflessione, allena la capacità di comprensione. Permette di entrare in relazione con il resto del mondo, con il qui e il non qui, con ciò che è e ciò che non è più. In un libro si può trovare se stessi e conoscere gli altri. Da un libro si può imparare molto.

La lettura risponde al bisogno naturale di narrazione che caratterizza l’uomo. Un bisogno che oggigiorno i ragazzi soddisfano con la televisione, i videogiochi o altri mezzi elettronici. Ma questi strumenti non richiedono grande partecipazione e coinvolgimento da parte dei fruitori. La lettura invece sì. È più faticosa, certo, ma più appagante e arricchente. Come una prestazione sportiva.



Come promuovere dunque la lettura? Come far sì che in un lettore riluttante scatti la molla che lo faccia sentire tanto coinvolto in una lettura da invogliarlo ad andare avanti a leggere, o a leggere anche dell’altro? Occorre proporre letture di tanti tipi, scritte in un linguaggio attuale, con strutture narrative moderne, approfittare di ogni occasione, fare leva su interessi specifici e sul piacere che la lettura procura, permettere momenti di lettura autonoma. Occorre naturalmente facilitare la tecnica di lettura, fornire ai ragazzi gli strumenti adeguati secondo le differenti esigenze e capacità, concedere attenuanti (permettere per esempio di interrompere un libro, se davvero non piace; non alla seconda pagina però: almeno dopo la trentesima). Si può leggere ad alta voce per spianare le difficoltà o si possono proporre giochi e gare di lettura perché la competitività aggiunge motivazione o ancora si possono coinvolgere i ragazzi in una rete di lettori perché la condivisione delle emozioni arricchisce. Quali educatori, insomma, occorre mediare, ossia creare le condizioni ideali affinché libri e lettori si incontrino, comunichino. Occorre appunto coltivarli, i lettori.



Eros Miari incontra i giovani
Giovedì 13 e venerdì 14 ottobre Eros Miari ha tenuto anche una serie di incontri in biblio.ludo.teca con gli allievi di dieci classi delle scuole di Poschiavo, dalla 5a elementare alla 3a secondaria. Ha chiacchierato con loro di libri e di lettura, li ha portati a riflettere sul fatto che non si può affermare a priori che piace o non piace leggere, perché dipende dal libro. Ha proposto loro intensi momenti di lettura ad alta voce di passaggi presi dai libri più disparati, di ogni genere e per ogni gusto. I ragazzi hanno quindi avuto la possibilità di rendersi conto concretamente di quanto i libri possano essere divertenti o coinvolgenti, emozionanti e avvincenti, a volte complessi ma intriganti, ricchi di spunti… Di quanto si possa ritrovare se stessi in certi protagonisti, di come ci si possa immedesimare nelle vicende raccontate, di quante risposte alle proprie domande contengano o di quali altri mondi si possano scoprire tramite le storie narrate. 
Tantissimi assaggi, dai quali sicuramente qualcuno si è lasciato ingolosire.





Eros Miari, di Modena, si occupa di libri per bambini e ragazzi e di promozione della lettura dal 1983. È tra i fondatori di Equilibri, cooperativa che costruisce progetti per biblioteche, editori, scuole e librerie, tutti finalizzati a far leggere i bambini e i ragazzi. Con classi di ogni parte d’Italia conduce laboratori, letture e, soprattutto i tornei di lettura, veri e propri campionati per misurare e far crescere la voglia di leggere. Ha ideato il progetto Fuorilegge per mettere in rete la voglia di leggere dei giovani lettori. È autore di diverse pubblicazioni in materia e dal 2001 è curatore del programma per bambini e ragazzi del Salone Internazionale del Libro di Torino.