Leggere per crescere

"... e perché dovrei leggere?" Questa domanda retorica, volutamente provocatoria – titolo della conferenza pubblica tenuta dalla scrittrice martedì 26 ottobre nelle palestre delle scuole di S. Maria – non ha risposte assolute. Non può fornire ricette nemmeno Angela Nanetti, che non si è proposta come un’esperta in materia, ma semplicemente come una donna, un’insegnante e un’autrice che su questo tema ha ragionato parecchio.

Di fronte a tale interrogativo posto spesso da bambini e adolescenti, come ci poniamo noi adulti? Ci chiediamo mai: “E io? Perché dovrei leggere io?” Se è così, beh, allora è dura. Sì, perché un adulto non lettore non è credibile, manca di coerenza, nel momento in cui tenta o pretende di motivare i figli alla lettura. E lo stesso vale per i docenti: se loro stessi non hanno interesse per la lettura, come possono trasmetterlo agli allievi? Sono l’esempio, la passione, l’entusiasmo che contagiano, non il dovere.



La lettura viene spesso delegata ad altri, alla scuola in particolare. È giusto, ma non basta. Il terreno deve essere coltivato prima di tutto in famiglia, fin da piccoli. Ed ecco quindi che la proposta di una conferenza sul tema dell’importanza e il piacere della lettura si ricollega al progetto Nati per leggere che la biblio.ludo.teca, in collaborazione con il Comune di Poschiavo, sta portando avanti da due anni: un’iniziativa internazionale che promuove la lettura ai bambini fin dai primi mesi di vita in quanto ciò consente loro di migliorare le proprie capacità cognitive, affettive e sociali.



Il rapporto con la lettura è facilitato se si riesce ad associare a questa attività altre forme di piacere, quali esperienze di intimità o complicità, occasioni di consolidamento dell’affettività fra gli adulti e i bambini. Importante è anche che i piccoli imparino a distinguere come due momenti ben diversi la lettura che implica la fatica del dover imparare a leggere e scrivere dei primi anni di scuola e la lettura fatta per il proprio piacere. Quella che crea l’incanto che poi accompagna per tutta la vita.

Certo, ognuno è libero anche di essere un non lettore, ma nella consapevolezza che ogni libertà comporta anche una responsabilità.

Perché dunque leggere? A ognuno la propria risposta. Comunque la lettura – qualsiasi tipo di lettura – arricchisce.

Alessandra Jochum-Siccardi